La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival
è una festa che si svolge ogni anno il secondo fine settimana di maggio sulle colline presso Faenza.
Qui molta rilevanza viene data al rapporto tra il territorio e i suoi prodotti attraverso la possibilità di camminare immersi nella natura lungo un percorso denominato “passeggiata faentina” o di partecipare a una gara podistica tra le più rinomate della zona e soprattutto alla possibilità di frequentare un fornito stand gastronomico e una mostra mercato di prodotti tipici.
La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival è soprattutto 3 giorni di musica folk nell’ accezione più ampia del termine che ha il suo culmine alla domenica pomeriggio quando si svolge uno dei concorsi musicali più caratteristici, grazie soprattutto alla formula e al contesto che lo rende unico: un circuito ad anello di 5 chilometri di strada tra aie e campi, più di 20 tra gruppi e solisti che suonano contemporaneamente per più di 4 ore davanti a un folto pubblico che passeggia, ascolta e balla, rendendo La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival una festa capace veramente di coinvolgere e unire insieme generazioni differenti.
un tempo musicista di liscio per mestiere, poi qualcosa rimane attaccato addosso …
inserite per favore la mia mail nel vostro indirizzario.
grazie e buon lavoro
Angelo Sintini, Russi (RA)
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CHI SIMME?
E ZèZi Gruppo operaio.
Trent’anni ed oltre di teatro, musica e lotta contro la malaciòrta.
Zezi, no Zoza.
E Zèzi, gruppo storico di musica popolare campana, interpreti legati al mondo operaio quanto alla tradizione, quasi completamente cancellata dall’omologazione culturale, si ripropongono in una nuova formazione, se possibile, piu’ agguerrita delle precedenti.
Territorio comune e’ la possibilita’ di estendere i repertori dalla grande tradizione popolare vesuviana a quella di altre terre del Sud del mondo.
Una musica, con queste premesse, non puo’ che essere esplosiva, tellurica, deflagrante quanto sanno esserlo ancora (e forse solo) le genti cresciute in civilta’ pre e post-industriali, emarginate, difficili, lacerate ma ancora una volta, piene di quella voglia di urlare la loro appartenenza al mondo dei vivi.
Il repertorio e’ basato su brani della tradizione campana, pugliese, calabrese e siciliana, con fronne, canti a distesa, tarantelle e tammurriate.
Altri, molto forti e di grande effetto, quali Sant’Anastasia (con la citazione del Funeral de um Lavrador di Chico Buarque), Vesuvio, L’occhiu di lu suli, Guerra, Tarantella Joggese, Pacchianella d’Uttaiano, Vient’ ‘e mare, Tarantella storta, e molte altre.
E Zézi
CHI SIMME?
LA STORIA
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Archivio Niùs
2011
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