la biodiversità musicale – il caso Romagna

Sabato 10 maggio

ore 15,00 – presso Villa Orestina, via Castel Raniero, 32                                                                                                                                                              In collaborazione con CEA, convegno sul tema “la biodiversità musicale – Il caso Romagna” con interventi e testimonianze di musicisti ed esperti del settore: Giuseppe Bellosi, Roberto Bucci, Giancarlo Battilani, Riccarda Casadei, Arte Tamburini.              Interverrà inoltre Giordano Sangiorgi per presentare la prossima edizione del Womex e relative modalità di partecipazione. 

LA SALVAGUARDIA DELLA BIODIVERSITA’ MUSICALE

Il CEA, Centro di Educazione Ambientale del Comune di Faenza, svolge da tempo un ruolo di informazione e formazione sulle tematiche ambientali della Città di Faenza in contatto con un tessuto sociale ed associativo vivo e propositivo.

Nella circostanza della manifestazione “La Musica nelle Aie”, in pieno accordo con gli organizzatori, ha inteso proporre un taglio innovativo ed una lettura originale delle motivazioni profonde dell’evento.

Da alcuni anni infatti il tema della salvaguardia della biodiversità ha oltrepassato i confini della biologia per espandersi al grande campo delle culture umane, delle arti, delle tecnologie, delle tradizioni.

Salvaguardare le informazioni non è dunque più solamente un imperativo che ci invita a proteggere l’informazione contenuta nel DNA di migliaia di specie animali e vegetali a rischio di estinzione ma è un invito a considerare preziosa per il futuro dell’uomo qualsiasi informazione derivante dall’esperienza passata perché, come avviene in natura, tutto prima o poi può ridiventare utile per l’adattamento ad un ambiente che muta con velocità sempre crescente.

La Musica è una forma di espressione culturale che non fa eccezione: salvare il passato per reinterpretarlo continuamente e per farne le basi su cui costruire le nuove forme artistiche ed espressive è una necessità.

Nulla si può creare di artistico o di tecnologico senza la conoscenza dell’esperienza passata, un’esperienza non relegata nel museo dei ricordi ma viva e presente nella tradizione.

Questa è anche l’esperienza della Musica nelle Aie: radici nel passato e nella propria terra, sguardo verso il futuro, l’innovazione e la creatività.                                                                                                                               Solo così un patrimonio – potremmo dire un DNA – culturale può essere tramandato.

 

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