Strade Aperte – Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò

CD altamente indicato agli amanti della musica che sa anche far riflettere, a chi danza a piedi scalzi, a chi vede oltre, a chi frequenta solo “Strade aperte”.

Istruzioni per l’uso: riciclabile come antifurto contro gli zingari.

Dosaggio: si raccomanda l’ascolto prolungato, più volte al giorno.

Effetti collaterali: causa problemi alla vista, può far vedere gli zingari sotto una luce diversa.

E’ uscito il nuovo CD di Roberto Durkovic & I fantasisti del metrò: “STRADE APERTE“.

Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla.

A seguito di numerose esibizioni e ben quattro album pubblicati insieme (Inciampo nel mare”, “Indaco e sabbia”, “Semplicemente vita”, “Benvenuti santi musicisti”) la magia dei fantasisti si consolida ulteriormente con questo quinto CD composto da 10 brani inediti e una cover dedicata a Guccini.

I musicisti sono quelli storici incontrati nel 1998, che hanno superato i climi plumbei del regime di Ceauşescu esibendosi nella banda della Marina e che, ancor più difficoltosamente, sono usciti indenni dalle severe critiche dei matrimoni tzigani! Il gruppo si è recentemente allargato con i figli dei “fantasisti del metrò” ed artisti italiani che hanno entusiasticamente abbracciato il progetto artistico di Roberto Durkovic.

La squadra mista italo-tzigana scende in campo con la seguente formazione: Roberto Durkovic “il regista ” alla chitarra, voce e compositore – originale e fuori dagli schemi; Ion Bosnea “il fantasista della squadra” al clarinetto – musicista accattivante di superba bravura; Massimiliano Alloisio “metronomo della squadra” alla chitarra – artista di assoluta raffinatezza; Adrian Dumitru “genio e sregolatezza” alla chitarra – non suona mai un brano due volte nello stesso modo; Florian Albert Mihai “portiere insuperabile” alla fisarmonica – alla domanda “Perchè suoni così bene? ” risponde “Se suoni male ai matrimoni rom, ti sparano…”; Davide Marzagalli “vero motore della squadra” alla batteria e percussioni – una vera promessa; George Bosnea “terzino di fascia” al violoncello – figlio di Ion Bosnea, elegante e preparato; Minel Lupu “roccia della difesa… anche per la stazza” al contrabbasso – un talento che coinvolge; Ugo Begliomini ” centravanti vecchio stampo” al basso elettrico – concreto ed affidabile; Emilio Rossi l’ingegnere” alle tastiere – versatile ed attento.

Questo disco è una testimonianza che sgorga dal vissuto quotidiano ed è permeato dal rispetto sensibile verso le culture altrui slegate da ogni colore. Come i fili di una ragnatela, Durkovic raduna il mondo Rom con le sue sfaccettature, le canzoni legate ai ricordi ed eredità di grandi cantautori italiani, aiutandoci a scoprire che in questo mondo sommerso si cela un pozzo di emozioni da raccogliere.

Solo uno come Durkovic poteva trasfondere in un brano garbato come “Strade aperte” la realtà del mondo Rom dosando sapientemente estrema leggerezza con velata denuncia. Roberto Durkovic ha l’encomiabile prerogativa di non essere passivo spettatore ma attivo protagonista nella cultura Rom e ce la propone con i suoi occhi, slegati da ogni preconcetto, a mente aperta che percorre strade aperte.

Altro brano di innegabile valore, il cui testo merita un attento ascolto, è “Il badante” che, con amara ironia, enfatizza la realtà di tanti immigrati che hanno lasciato la propria “prigione” abbagliati dal miraggio della libertà. Con rassegnata tristezza, scopriranno di essere imprigionati dietro sbarre ancora più solide, senza nemmeno più la consolazione effimera del sogno.

Malà strana” è un delicatissimo brano dove armonia e ricordi si fondono in una perfetta alchimia e ci proiettano immediatamente nell’atmosfera della magica Praga.

Dalla rielaborazione davvero inconsueta e personale di “Il vecchio e il bambino” di Guccini, traspare l’omaggio per il cantautore preferito di Roberto Durkovic nonché fautore del suo imprinting musicale.

Come succede nei concerti live, anche qui a metà disco vere perle strumentali tzigane fanno apprezzare meglio questo popolo, sicuramente quello più vicino alla musica pura, mentre virtuosismi musicali inducono a danzare come avviene spontaneamente nei loro concerti.

L’intero disco scorre piacevolmente tra brani di grande levatura tecnica, in bilico come sempre tra festosità e malinconia, utilizzando appieno la riuscita formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano.

Presentazione ufficiale venerdì 7 maggio ore 21,00 a La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival

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2 commenti su “Strade Aperte – Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò

  1. Ciao, sono una fan di musica nelle aie. Il festival è previsto anche in caso di pioggia? Perche ho visto che il tempo sara molto brutto questo fine settimana. Fateci sapere 🙂

    • Per tante questioni organizzative la Festa non può essere rimandata, lo stand gastronomico è già montato, le bottiglie di vino già pronte, ecc….
      Speriamo fino all’ultimo momento in giornate di sole o almeno senza pioggie continue e intense, la Festa in qualche maniera si farà.

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