7ª FESTA DELLA PACE (E DELLA MEMORIA)

DOMENICA 20 GIUGNO 2010
CA' DI MALANCA - BRISIGHELLA - RA
7ª FESTA DELLA PACE (E DELLA MEMORIA) - 6° MEMORIAL "GIUSEPPE BARTOLI"



Programma:

ORE 10.30: premiazione 6° Memorial "Giuseppe Bartoli".

ORE 12.00: apertura ristoro.

ORE 14.00: incontro con ADELMO CERVI

ORE 15.00: concerto della folk rock band "RADIS"



Perché "Festa della Pace"?

Avete mai chiesto ad un partigiano perché sessanta e più anni fa scelse di imbracciare un fucile e puntarlo contro altri uomini? Non vi risponderà per odio o per desiderio di conquista, vi risponderà che l'ha fatto per cacciare i nazisti dal proprio paese e rinfrancare l'animo dalla vergogna del fascismo, ma soprattutto vi risponderà che l'ha fatto per conquistare la pace, la pace di tutti. 

Avete mai chiesto a vostra nonna perché sessanta e più anni fa è scesa in piazza a manifestare, consapevole che il farlo l'avrebbe esposta a prevaricazioni e violenze, addirittura alla morte? Vi risponderà che l'ha fatto per chiedere un equo salario, un tozzo di pane da offrire ai figli e ai genitori, ma soprattutto vi risponderà l'ha fatto per conquistare la pace, la pace di tutti.

Ecco perché "Festa della Pace", per ricordare. Per ricordare a noi, nati dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, a noi che godiamo del privilegio di vivere un'esistenza in regime pacifico, che prima della pace c'è stata la guerra. Un'orrenda guerra in cui morirono 57.000.000 di individui. Una guerra di cui anche l'Italia fu responsabile, una guerra che abbiamo il dovere di non dimenticare, se vogliamo continuare a vivere in pace; quindi, "Festa della Pace" per non dimenticare.

"Festa della Pace" per tutti quei paesi in cui ancora oggi c'è la guerra, e bambini, donne, uomini e soldati quotidianamente vi muoiono.



Cos'è il "Memorial Giuseppe" Bartoli:

Il Memorial "Giuseppe Bartoli" è un concorso di poesia, elaborati, disegni, ceramiche, ecc. riservato agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Brisighella, nato per ricordare un grande uomo:Giuseppe "Pino" Bartoli, poeta e partigiano, celebrandolo nel modo a lui più consono, la poesia e l'arte, la poesia e l'arte vista da coloro che egli riteneva la gioia più bella del mondo: i giovani, cioè la speranza, il nostro futuro.



Cos'è il Centro Residenziale Cà di Malanca:

Il "Centro Residenziale Cà di Malanca di studi ed iniziative sulla Lotta di Liberazione in Emilia-Romagna" è stato istituito con una apposita Legge della Regione Emilia-Romagna, approvata dal Consiglio Regionale il 21 febbraio 1990. Le visite presso Cà di Malanca si svolgono nel periodo estivo ed inizio autunno (la primavera è riservato alle scuole), e possono avere durata di più giorni, preventivamente prenotati presso l'ANPI di Faenza. Il Museo è dotato di un ampio spazio mostre con esposizione di documenti, fotografie, manifesti e pannelli esplicativi, più il plastico della battaglia di Purocielo (10-11-12 ottobre 1944).

Il "Sentiero dei partigiani" è un percorso adatto a tutti in quanto i modesti dislivelli in salita e discesa non creano particolari problemi. E' possibile effettuare l'escursione in tutti i periodi dell'anno perciò è opportuno dotarsi di un abbigliamento adeguato alle stagioni in cui si effettua l'escursione. Per informazioni rivolgersi alla Sezione CAI di Faenza Corso Garibaldi 2 (tel. 0546/22966) aperta il giovedì dalle ore 20,30 alle ore 23 e il sabato dalle ore 10 alle ore 12.

Escursione ad anello che consente di ripercorrere i luoghi che furono teatro di aspri combattimenti fra partigiani e tedeschi durante la lotta di liberazione in contatto con l'ambiente naturale dell'Appennino faentino. Due le porte di ingresso dell'Itinerario: Cà Malanca e Santa Maria in Purocielo.

Il sentiero si percorre completamente in meno di tre ore.

Percorribilità MTB: consigliato nella direzione da Ca' Malanca a S.Maria in Purocielo. 



La battaglia di Purocielo:

Nella stretta valle di Purocielo, formata dal Rio Co', compresa tra le valli maggiori del Sintria e del Lamone, aveva preso posizione nell'ottobre 1944 la quasi totalita' della 36ª Brigata Garibaldi costituita da 2 battaglioni, suddivisi in 12 compagnie con un totale di circa 700 uomini. Precedentemente la compagnia aveva operato nei monti più alti, nella zona del Carzolano. Alla fine dell'agosto '44 con l'avvicinarsi del fronte, la pressione tedesca sul Carzolano divenne tale che la Brigata dovette ripiegare e attraversare il Senio per prendere posizione nella vallata del Sintria e del Rio Co'. Per tutto il mese di settembre la Brigata opero' con varie azioni militari nelle vallate vicine. Nel frattempo il fronte si avvicinava sempre più e di conseguenza aumentava la pressione dei tedeschi. Con il fronte giunto ormai a ridosso di Purocielo il comando tedesco decise di eliminare i partigiani nella zona. Gli inglesi erano ormai giunti a pochi chilometri di distanza, nei pressi di Monte Cece, mentre sulle alture di Marradi gli indiani stentavano ad avanzare. Si era formata una saccatura, proprio nella zona dove erano attestati i partigiani sempre più minacciati dai tedeschi.

La situazione era dunque molto difficile per gli uomini della Brigata Garibaldi, tanto più se si considera che cominciava a scarseggiare il cibo e quasi tutti erano sprovvisti di vestiario adatto ai rigori dell'inverno. In questa situazione il comando della 36ª decise di tentare lo sfondamento del fronte in direzione di Fornazzano e permettere il congiungimento dei partigiani con gli alleati giunti a meno di due ore di cammino.

Fu proprio dal tentativo operato il mattino del 10 ottobre che la Battaglia di Purocielo prese le mosse. Il tentativo fallì e la Brigata dovette subire per tre giorni il violento contrattacco tedesco. Fino alla notte del 12 ottobre tanti furono i combattenti, gli scontri armati, e tanti i morti e i feriti. La Brigata, nonostante le tante perdite, riuscì a mantenersi unita e ad attraversare il fronte dal Monte Busca, congiungendosi così con le forze alleate.

I luoghi più significativi di questi eventi sono Ca' di Malanca, attorno alla quale si svolsero i combattimenti iniziali, Ca' di Gostino, vicino alla parrocchia di S.Maria in Purocielo, Ca' di Piano di Sopra, Ca' di Marcone, Ca'di Monte Colombo e Monte Colombo, attorno a cui si combattè l'11 ottobre; Poggio Termine di Sopra e il Monte Calamello dove ebbero termine i combattimenti il 12 ottobre. Nella notte i due battaglioni attraversarono il crinale e raggiunsero Cavina, per arrivare nei giorni successivi al Monte Busca.

I partigiani morti nella battaglia di Purocielo sono ricordati a Ca' di Malanca con un cippo commemorativo che riporta tutti i nomi, le città e le nazioni di origine dei deceduti nella battaglia di Purocielo. 
http://www.racine.ra.it/camalanca/index.htm



Come si raggiunge Cà di Malanca:

Da Faenza seguire le indicazioni per Firenze, passare gli abitati di Errano, Brisighella, Fognano, Castellina, Casale, Strada Casale, S.Eufemia, San Cassiano; dopo il passaggio a livello girare a destra per San Martino in Gattara e, tenendo la propria destra, salire a Monte Romano e Croce Daniele, al ristorante girare a destra e proseguire per altri 2 km, sino a giungere al parcheggio di Cà di Malanca.

Da Firenze valicare il Passo della Colla direzione Faenza, superare la cittadina di Marradi, Popolano e S.Adriano, giunti all'altezza di San Martino in Gattara girare a sinistra e, tenendo la propria destra, salire a Monte Romano e Croce Daniele, al ristorante girare a destra e proseguire per altri 2 km, sino a giungere al parcheggio di Cà di Malanca.

PS: da San Martino in Gattara sono visibili le indicazioni per il Museo della Resistenza.




Adelmo Cervi

I Cervi erano una numerosa famiglia di contadini-mezzadri originari della bassa reggiana. Oltre al padre Alcide e alla mamma Genoveffa, c'erano i sette figli maschi (Gelindo, Antenore, Aldo, Agostino, Ferdinando, Ovidio e Ettore) e due figlie femmine, Diomira e Caterina.
Sul piano ideologico, i Cervi sono profondamente antifascisti e prendono da subito le distanze dal regime. Tra tutti i figli Aldo era il più politicizzato.
Quando le restrizioni alla libertà di azione e di parola si fanno più violente i Cervi iniziano l'azione di opposizione con atti di sabotaggio agli ammassi imposti dal regime, alle linee dell'alta tensione che alimentavano le fabbriche reggiane dove si producevano le armi belliche. 
Fanno volantinaggio, distribuiscono clandestinamente l'Unità, vanno di casa in casa a commentarla. La loro diventa una casa di latitanza, dove si fanno riunioni clandestine e si organizza l'opposizione al regime.
Casa Cervi viene messa a ferro e fuoco dai fascisti la notte fra il 24 e il 25 novembre 1943.
I sette fratelli Cervi verranno fucilati senza processo all'alba del 28 dicembre 1943, al Poligono di tiro di Reggio Emilia, insieme a Quarto Camurri
Adelmo Cervi è il figlio di Aldo, allevato dalla mamma e dal nonno con gli stessi ideali del padre è ora testimone della storia di famiglia e dei valori che hanno portato al massacro di famiglia.



Radìs

“L’idea nacque nel 1870 dai nostri bisnonni, mentre giocavano a briscola in un'osteria della bassa Romagna. Da tempo passavano le serate a far tardi e bere vino; per dare una svolta alla loro vita decisero quindi di far tardi E suonare per la gente. Avevano tutti gli strumenti più gettonati: il violino, la piva, la chitarra e tanti altri... perfino la batteria, anche se non esisteva ancora!
Noi invece, riprendendo la loro idea, abbiamo iniziato a suonare insieme nell'autunno del 2008. Proveniamo tutti da precedenti esperienze musicali e abbiamo in comune l'amore per la musica popolare, la voglia di suonare tra la gente, nelle osterie, per strada, sui palchi e tra le vigne... 
L'importante per noi è riportare tra la gente i suoni che ci piacciono e che attingiamo dalla musica di tutto il mondo, rimescolandola per suonare canzoni nostre (in italiano e in dialetto romagnolo) o per riproporre canzoni che magari conoscete già. 
La scelta di affiancare all'italiano il nostro dialetto è dovuta al fatto che tante storie raccontate così hanno molto più “colore”, e inoltre siamo l'ultima generazione a conoscere questa lingua e parlare delle nostre radici, tradizioni e “mitologie” nella lingua in cui sono nate è un modo per allontanarne il più possibile l'estinzione. Cerchiamo di essere ironici in ciò che diciamo e facciamo con gli strumenti in mano, di non prenderci troppo sul serio, nonostante crediamo tantissimo in questo cammino cominciato insieme. Il genere si potrebbe definire “folk rock” perchè strumenti come violino, cornamusa, fisarmonica, chitarra e flauti vengono completati con batteria e basso elettrico. Ma etichette e definizioni non ci interessano più di tanto, ci divertiamo e speriamo di farvi divertire.”                           
http://www.myspace.com/radis2008



IMPORTANTE: Sul posto, dalle ore 12.00 sarà funzionante un punto RISTORO con minestra, carne ai ferri, affettati, formaggi, contorni, dolci, vino, bevande.

Dalle ore 15 MERENDA con: pizza fritta e prosciutto o formaggio.



A Cà di Malanca sarà attivo il banchetto A.N.P.I. della sezione di Brisighella con libri, materiale divulgativo e per tesseramento.

Banchetti ospiti: Comitato Acqua Pubblica – Faenza e comprensorio, Associazione Italia – Cuba e Emergency.


Informazioni: 

Bruno 3391067274
Renzo 3312244164
Alessio 3394940534
Lella 054681481

anpibrisighella@libero.it
http://it-it.facebook.com/event.php?eid=124487697584540
















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